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Sviluppo della rete dei servizi socio sanitari: entra nel vivo il progetto “Proximity Care”, a favore delle "aree interne" della provincia di Lucca. E’ coordinato dalla Scuola Sant'Enna con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca

Data pubblicazione: 20.04.2022
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Entra nel vivo il progetto di ricerca “Proximity Care”, coordinato dalla Scuola Superiore Sant’Anna e finalizzato a favorire il miglioramento dei servizi socio-sanitari nelle cosiddette “aree interne” della provincia di Lucca, grazie a un finanziamento messo a disposizione tra il 2022 ed il 2026 dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca.  Dopo la firma, lo scorso 10 novembre, della convenzione tra la Scuola Superiore Sant’Anna e la Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca,  si stanno adesso svolgendo specifici “focus” per analizzare le necessità del territorio e per iniziare a concretizzare i progetti di sviluppo della rete socio sanitaria, puntando su innovazione tecnologicaeccellenza delle cure e prossimità.

In particolare, sabato 26 marzo al Ciocco di Castelvecchio Pascoli, si è svolto l’incontro della Scuola Superiore Sant’Anna con l’Azienda Usl Toscana Nord Ovest, rappresentata dal Direttore di Staff Francesco Bellomo,  e con l’Aggregazione Funzionale Territoriale (AFT) dei medici di medicina generale della Garfagnana, per avviare il lavoro di analisi partecipata dei bisogni dei cittadini residenti in questa zona.

La giornata è stata introdotta da Sabina Nuti, Rettrice della Scuola Superiore Sant’Anna e Coordinatrice scientifica dell’iniziativa, che punta a garantire - nelle zone interne come la Garfagnana - innovazionequalità dei servizi e prossimità di erogazione. Il “focus” è proseguito con una prima analisi dei bisogni e dell’uso dei servizi sociosanitari nell’area di progetto e nell’AFT Garfagnana, portata avanti dai ricercatori della Scuola Superiore Sant'Anna. 

È quindi seguito un approfondimento sul ruolo del medico di medicina generale, in particolare nelle zone montane come quella presa in esame. Una discussione fra i partecipanti ha anche permesso di far emergere spunti utili per lo sviluppo del progetto, che si caratterizza per tre specifiche aree di intervento: connettività e digitaleservizi sanitarisocio-sanitari e capitale socialesoluzioni tecnologiche innovative. È prevista, per questo, l’attivazione di un set di progetti di ricerca applicata interdisciplinare, con una sperimentazione “pilota” nei territori della GarfagnanaMediavalle del Serchio e Alta Versilia che possa poi essere replicata anche in altre aree interne della Toscana.

Per portare avanti questo progetto innovativo è necessario un gioco di squadra e i partner della Scuola Superiore Sant’Anna sono la Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, i Comuni del territorio, la Regione Toscana, l’Azienda Usl Toscana Nord Ovest, la Fondazione Monasterio, le imprese del territorio, i soggetti del Terzo Settore sia imprenditoriali sia non imprenditoriali, gli attori delle comunità, anche informali. Una rete allargata, quindi, in grado di operare per assicurare forme di sviluppo e protezione sociale nei territori oggetto della ricerca.

“La pandemia – sottolinea il Direttore Generale dell’Azienda Usl Toscana Nord Ovest Maria Letizia Casani -  ha messo in rilievo l’importanza della sanità locale, della prossimità territoriale di determinati servizi e il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) ha indicato in maniera chiara la necessità di ridisegnare il nostro Servizio Sanitario Nazionale in modo da garantire una risposta efficace all’espandersi della fascia di popolazione più fragile e tipicamente multicronica, mediante un’offerta di assistenza bilanciata, che garantisca la continuità assistenziale e che renda l’assistenza territoriale la prima e più vicina porta di accesso ai servizi socio-sanitari per i cittadini. Questo vale soprattutto per le aree interne come la Valle del Serchio, alle quali dobbiamo garantire servizi socio-sanitari di qualità. Gli incontri di ‘ascolto’ come quello di sabato scorso costituiscono il punto di partenza per definire le priorità d’intervento”.

“Con questo progetto – evidenzia la Rettrice Sabina Nuti - la Scuola Superiore Sant’Anna si impegna a dar vita a un modello di sviluppo in grado di migliorare la qualità dei servizi socio-sanitari delle aree interne. Siamo partiti da una prima fase di studio, durante la quale stiamo verificando bisogni e servizi offerti nonché le potenzialità di miglioramento sul piano della connettività e dell’aggiornamento tecnologico. In seguito partirà il progetto vero e proprio, che sarà comunque sottoposto a verifiche semestrali in cui si valuteranno i progressi, la fattibilità e la reale efficacia del percorso intrapreso”.

“Per noi si tratta di una grande sfida. Stiamo mettendo in campo - prosegue Sabina Nuti - molteplici attività di ricerca applicata, volte a sviluppare e a sperimentare nuove tecnologie per garantire la prossimità dei servizi sanitari, sociali e socio-sanitari per gli abitanti di aree interne, favorendone la sostenibilità sociale e la riduzione delle diverse forme di diseguaglianza. Possiamo così sperimentare, in collaborazione con l’Azienda Usl Toscana Nord Ovest, con la Regione Toscana e con molti altri partner, percorsi innovativi per migliorare la qualità di vita dei cittadini”.

La prima parte dell’attività, in cui si è inserito anche l’incontro di sabato 26 marzo al Ciocco di Castelvecchio Pascoli, viene quindi dedicata alla mappatura dello stato dell’arte delle varie componenti e alla pianificazione delle attività di ricerca sperimentale, da svolgere nel territorio, in collaborazione con i soggetti coinvolti nel progetto. Nel secondo semestre saranno poi attivati i progetti di ricerca applicata, approvati e monitorati dalla cabina di regia, con obiettivi e risultati monitorati in maniera costante nel tempo.

 

In copertina: un’immagine della Garfagnana (archivio).