Ambiente, acqua e salute: sottoscritto l'accordo di collaborazione scientifica fra il Dipartimento di Ambiente e Salute dell’Istituto Superiore di Sanità e l’Istituto di Management della Scuola Sant’Anna per iniziative congiunte di ricerca e formazione

Ricercare e diffondere approcci e soluzioni per proteggere e gestire le risorse idriche del pianeta, garantendo la salute dell’uomo e dei sistemi naturali da cui essa dipende, per questa e le future generazioni. È l’obiettivo che si sono dati per i prossimi tre anni, dal 2020 al 2023, il Dipartimento di ambiente e salute dell’Istituto Superiore di Sanità e l’Istituto di Management della Scuola Superiore Sant’Anna, attraverso la sottoscrizione di un accordo di collaborazione scientifica per lo sviluppo di attività congiunte di ricerca e formazione.

Come sottolinea Marco Frey, responsabile scientifico dell’Area di ricerca sulla sostenibilità dell’Istituto di Management della Scuola Superiore Sant'Anna nel presentare l’accordo, “l’acqua è al centro dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, non soltanto per la presenza del Sustainable Development Goal numero 6 (Clean Water and Sanitation), ma anche per le interconnessioni con la maggior parte degli altri obiettivi di sviluppo sostenibile”. Di conseguenza, come ha messo in evidenza Luca Lucentini, direttore del Reparto qualità dell’acqua e salute del Dipartimento di ambiente e salute dell’Istituto Superiore di Sanità, “occuparci in modo interdisciplinare del rapporto tra acqua e salute significa affrontare una delle tematiche più attuali in un nuovo modello di sviluppo sostenibile e affermare il valore dell’acqua come bene comune e servizio ecosistemico”.

Questa collaborazione permette di considerare temi come la vulnerabilità dell’acqua al cambiamento climatico e agli altri effetti derivanti dall’azione dell’uomo, tra i quali vi sono l’impoverimento delle risorse naturali e della biodiversità e l’immissione nell’ambiente di sostanze pericolose. “Questi fattori – commenta Emanuele Ferretti dell’Istituto Superiore di Sanità - rappresentano potenziali nuovi rischi che minano la salute del pianeta e dell’uomo, con rilevanti ripercussioni sulla società e sulle imprese”.

Al centro della collaborazione l’approccio basato sul ruolo degli ecosistemi e sull’adozione di strategie di economia rigenerativa che “sono fondamentali - ricorda Natalia Marzia Gusmerotti, ricercatrice all’Istituto di Management della Scuola Superiore Sant'Anna - per costruire una nuova visione del valore, di tutte le risorse, naturali e umane, che può sostenere la rigenerazione dei sistemi ecologici-socioeconomici, garantendo benessere e protezione dai nuovi rischi per la salute umana, come quelli pandemici che stiamo sperimentando”.

Le ricerche condotte in maniera congiunta analizzeranno anche il punto di vista dei cittadini, attraverso indagini sulla percezione dei rischi connessi alla gestione del ciclo idrico integrato e sul valore delle risorse idriche intese nel loro complesso.

Una panoramica sulle attività congiunte. I due promotori, che hanno collaborato in esperienze di implementazione dei Water Safety Plan (Piani di sicurezza dell’acqua) per la valutazione e gestione dei rischi lungo la filiera idropotabile, si impegneranno non soltanto in attività di ricerca e di sviluppo progettuale, ma anche di formazione, sviluppo e divulgazione di nuova conoscenza. L’intenzione comune è mettere in sinergia le esperienze del Dipartimento di ambiente e salute dell’Istituto Superiore di Sanità con quelle dell’Istituto di Management della Scuola Superiore Sant’Anna, impegnato da tempo nei settori dell’economia circolare, della gestione efficiente delle risorse e del capitale naturale e dei connessi sistemi di regolazione e tariffazione. Lo scopo è sviluppare e promuovere un approccio olistico e sistemico per la gestione delle risorse idriche, che garantisca benefici per la salute umana, per i sistemi ecologici e per quelli economico-sociali.

L’accordo sottoscritto è il frutto di una conoscenza nata nell’ambito di un’esperienza di implementazione del modello dei Water Safety Plan, che costituiscono il mezzo più efficace per garantire la qualità del servizio di fornitura di acqua e la protezione della salute dei consumatori. Come sostiene Emanuele Ferretti,  responsabile scientifico dell’accordo per l’Istituto Superiore di Sanità, insieme a Luca Lucentini, “grazie all’approccio basato sul rischio, i Water Safety Plan assicurano anche la gestione dei rischi connessi alla presenza dei contaminanti emergenti - che, attualmente, non vengono monitorati sistematicamente - e agli impatti diretti e indiretti dovuti ai cambiamenti climatici”.

Nella precedente esperienza di collaborazione, l’approccio tradizionale alla valutazione del rischio è stato integrato dall’utilizzo di un modello per l’analisi della vulnerabilità delle risorse idriche che, aggiunge Natalia Marzia Gusmerotti, coordinatrice della precedente attività congiunta, “rappresenta uno strumento che facilita il gestore del servizio idrico nella descrizione del proprio sistema infrastrutturale e delle relazioni di quest’ultimo con gli aspetti ambientali e socio-economici”. L’esperienza ha inoltre dimostrato come il coinvolgimento degli stakeholder e dei policy makers, se perseguito in maniera costante tramite opportune strategie, sia un fattore indispensabile non solo per la corretta individuazione e valutazione dei rischi, ma anche per lo sviluppo di azioni congiunte per il loro controllo.

Attualmente, è in corso una nuova esperienza di implementazione  di Water Safety Plan, che indagherà le modalità attraverso le quali possa prendere in considerazione gli effetti del cambiamento climatico sulle risorse idriche, nonché gli aspetti epidemiologici. Il modello per la valutazione della vulnerabilità delle risorse idriche verrà ulteriormente affinato, dando ampia rilevanza all’approccio basato sulle componenti ecosistemiche. “Per il ruolo esercitato dagli ecosistemi nella fornitura e nella protezione delle risorse idriche – conclude Alessandra Borghini, ricercatrice all’Istituto di Management della Scuola Superiore Sant'Anna -  lo studio degli elementi che contribuiscono alla funzionalità ecosistemica è un aspetto estremamente importante nell’implementazione dei Water Safety Plan”.

Un’altra azione di collaborazione in corso riguarda il design e l’implementazione di indagini sulla percezione dei rischi connessi alla gestione del ciclo idrico integrato e sul valore delle risorse idriche complessivamente intese, che avranno l’obiettivo di acquisire informazioni fondamentali per la corretta comunicazione sui rischi agli utenti.

In copertina: Marco Frey (immagine di archivio).